luciana littizzetto – realityhouse.it https://realityhouse.it Dove il reality è di casa Tue, 01 Aug 2023 14:31:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.5 Sanremo 2014, tutti i risultati: Renga affossato dalla giuria (6%), Arisa prima ovunque https://realityhouse.it/sanremo-2014-tutti-risultati-renga-affossato-dalla-giuria-6-arisa-prima-ovunque/ https://realityhouse.it/sanremo-2014-tutti-risultati-renga-affossato-dalla-giuria-6-arisa-prima-ovunque/#comments Sun, 23 Feb 2014 13:46:34 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18839 Pubblicati i risultati del televoto di Sanremo 2014 e i voti della Sala Stampa nel corso delle cinque serate di Festival. Tra i risultati più interessanti scopriamo che è stato il televoto a far passare Il cielo è vuoto a discapito della sponsorizzatissima Invisibili di De Andrè. Il giovedì, Renga supera il 16% di televoto, lasciando ad Arisa l’11,87%. Noemi […]

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Pubblicati i risultati del televoto di Sanremo 2014 e i voti della Sala Stampa nel corso delle cinque serate di Festival. Tra i risultati più interessanti scopriamo che è stato il televoto a far passare Il cielo è vuoto a discapito della sponsorizzatissima Invisibili di De Andrè.

Il giovedì, Renga supera il 16% di televoto, lasciando ad Arisa l’11,87%. Noemi si ferma al 5,31%, con Giusy poco sopra, al 6,67%.

Arriva il sabato e Arisa scavalca di pochissimo Renga al televoto. Ci si mette però la Giuria di Qualità a ribaltare tutto: Renga viene affossato (6%), mentre Arisa è prima anche per Surina & CO con il 24% dei voti. Rubino è complessivamente secondo (scenderà poi al 3° posto in finalissima), mentre Noemi viene riportata su dall’11% dei giurati. In finalissima, come già detto, non c’è storia.

Per quanto riguarda i giovani, invece, è la Sala Stampa a far passare Zibba la prima sera a discapito di Graziani, premiato dal pubblico. Il giorno dopo inizia il dominio di Rocco Hunt al televoto, che vince la finalissima nonostante l’ultimo posto della Giuria di Qualità (che gli dà l’11%).

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CON DUE ANNI DI RITARDO, ARISA VINCE IL FESTIVAL DI SANREMO https://realityhouse.it/con-due-anni-di-ritardo-arisa-vince-il-festival-di-sanremo/ Sun, 23 Feb 2014 00:14:39 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18823 Tra le risate di Simona Ventura – che non ha più la maglia nera per il festival peggiore di sempre – e i musi lunghi che Fazio proponeva in conferenza stampa quando gli leggevano gli ascolti, siamo finalmente arrivati alla serata finale di Sanremo. Ovvero alla serata in cui Renga viene proclamato vincitore e Arisa viene illusa once again. E’ […]

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Tra le risate di Simona Ventura – che non ha più la maglia nera per il festival peggiore di sempre – e i musi lunghi che Fazio proponeva in conferenza stampa quando gli leggevano gli ascolti, siamo finalmente arrivati alla serata finale di Sanremo. Ovvero alla serata in cui Renga viene proclamato vincitore e Arisa viene illusa once again. E’ Terence Hill ad aprire la puntata ed è un fatto curioso, visto che Don Matteo ha dozzine di puntate con ascolti superiori alle serate sanremesi di quest’anno. Il Don più famoso d’Italia (dopo Lurio), celebra un finto matrimonio tra Fazio e Littizzetto: i due giurano di stare insieme finché Sanremo non li separi e una tragica versione di “Un corpo e un’anima” chiude il tutto. Dopo un breve riepilogo della classifica provvisoria (con 13 canzoni, Sinigallia è stato escluso), possiamo cominciare.

Giuliano Palma è il primo artista ad esibirsi. La sua Così lontano non acquista punti riascoltandola per la terza volta. Sarà che è qualcosa di già sentito, sarà che è stata scritta da Simpatia Nina Zilli, ma è proprio una canzone da piani bassi della classifica. Il suo look à la Observer di Fringe di certo non aiuta.

Un divano antico dal nome di Noemi, fa il suo ingresso per cantare Bagnati dal sole. Più precisa del solito, questa sera può soltanto sperare nel voto della giuria di qualità, visto che il suo fanbase è troppo impegnato a raparsi i capelli a zero. La canzone è carina e fresca, ma Acciaio griderà vendetta per tutta la sua carriera.

Condice 03 per Ron Zironi. L’imbarazzo aleggia nella nuance dei suoi capelli (credo sia ocra malandato), nei glitter della sua giacca e nella parte di testo dove dice “c’è un cane che canta per me, sing in the rain”. Non è nemmeno brutta, ma ci si aspettava un ritorno più memorabile per il Cellamare.

Regina Arisa è il quarto big ad esibirsi e fa il suo ingresso di blu vestita. L’inizio della sua Controvento è già iconico, come lo sarà la sua faccia storta accanto a Renga vincitore. Il tremolìo nella voce non la abbandona nemmeno questa sera, ma forse è anche questo a renderla interessante alle nostre orecchie. Boato del pubblico per lei.

Arisa a Sanremo

Il re dei selfie e futuro giudice di X Factor Francesco Sarcina fa una buona esecuzione, che però non è accompagnata da un’altrettanto buona canzone. 05, come il suo voto, il codice a lui abbinato.

Francesco, quante chance hai di vincere Sanremo?

Maurizio Crozza, dopo il successo indiscusso dell’anno scorso, torna a calcare il palco dell’Ariston. Prima finge di non voler entrare, poi arriva coperto da uno scudo che chiede “pace”. Parte un monologo populista, anti-europeista, demagogo e che strapperebbe applausi anche al pubblico di Pomeriggio 5. I fischi di un anno fa fanno ancora malissimo, mi sa. Un’inoffensiva imitazione di Bersani, una critica a Elkann, la solita canzoncina ironica (contro la Merkel) e via alla cassa. Fazio, però, gli chiede anche un’imitazione di Renzi e quello diventa l’unico minuto da salvare.

I Perturbazione arrivano vestiti di velluto rosso e si confermano la rivelazione di questo Festival. L’unica, oltre ad essere stata la quinta più votata di giovedì, guadagna ad ogni ascolto. In Surina we trust.

07 per la rediviva Giusy Ferreri. Ti porto a cena con me, oltre ad aver scatenato le prevedibili ironie di chi non le perdona il passato da cassiera ma non ha mai lavorato in vita sua, è meno pretenziosa de Il mare immenso e potrebbe davvero regalarle una seconda giovinezza.

Accolto dal solito boato Francesco Renga. Qualcuno dall’alto ha deciso a dicembre che doveva vincere e così sarà. Abbiamo ancora due ore per capire il perché. A parte onorare la sacra asse Sony-Sugar-Ultrasuoni, si intende.

Ligabue non ne canta una, non ne canta due e non ne canta tre. Ne canta quattro. E lo fa pettinato da Annapaola Concia e con le mani in tasca, il che lo rende ancora meno sopportabile. Fazio improvvisa un’intervista pseudo-riflessiva, visto che non ha ottenuto abbastanza dalle sue precedenti sessanta apparizioni nei suoi programmi. Standing ovation, che, ricordiamo, non ci fu per la Carrà.

Ora di Renzo Rubino, inspiegabilmente sul podio provvisorio, viene eseguita con giacca blu elettrico e cravatta verde Padania glitterata. Luciana Littizzetto lo idolatra circondata da enormi pon pon neri.

Antonella Ruggiero torna a onorarci della sua presenza – pur sempre senza aprire gli occhi – e delle sue vocali con Da lontano. Per non rischiare di diventare di pietra, Fazio e la Littizzetto la congedano da lontano (…) entrando con Pif, protagonista dell’unica cosa che s’è salvata quest’anno.

Raphael Gualazzi e Venom ci ricantano per l’ultima volta Liberi o no. Il microfono, però, inizialmente si rifiuta e va sostituito. Per una volta che ci stava piacendo.

Il papà di Francesca De Andrè, più sponsorizzato da Fazio degli ospiti stessi, ricanta Il cielo è vuoto. Con buona pace sua e dell’intellighenzia generale, questa è una bella canzone, nonostante fosse stata portata solo per far passare Invisibili.

Ah, c’è anche Frankie Hi-nrg MC con la bellissima Pedala, quasi mi dimenticavo. Così come i televotanti giovedì.

Superospite. Chi ha bisogno di Lady Gaga quando abbiamo Claudia Cardinale? La sua utilità è quella di dare il premio della critica e le altre fasce Ragazza in gambissima e Wella 2014.
I Perturbazione vincono il Premio della Critica della Sala Stampa web tv
Cristiano De Andrè vince il Mia Martini per Invisibili

Fazio millanta sorprese al televoto per tirarne su ancora un paio, mentre sale sul palco Stromae. Arriva trascinandosi, importuna due-tre persone nel pubblico e si rilancia sul palco, a metà tra un ubriaco e Adriano Celentano agli esordi. “Una cosa clamorosa” insiste Fazio, dopo averlo raccolto da terra. È ora dello stop al televoto.

Sinigallia, squalificato ieri come una Beatrice qualsiasi alle prese con il Pan di Spagna, può ricantare la sua Prima di andare via.

C’è il verdetto. Vanno in finale… RENZO RUBINO, RAPHAEL GUALAZZI AND THE BLOODY BEETROTS E ARISA. Ciao Francesco, ciao radio. 

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Arisa si chiede da chi sarà battuta quest’anno

Televoto riaperto alle 00.22.
Rubino il primo a ricantare, sorride guardando nel pubblico, probabilmente la Marchesa del Secco d’Aragona, talmente non ci crede di essere lì. Gualazzi e l’uomo mascherato, insieme al piccolo coro dell’Antoniana – quarant’anni e quaranta cotonature dopo – puntano anche loro al colpaccio. Arisa, a un passo dal secondo secondo posto consecutivo, viene tiepidamente sfottuta dalla Littizzetto, cui restituisce uno sguardo killer.

Dato che l’equinozio di Primavera tarda ad arrivare, gli otto giovani di quest’anno ricantano un pezzo del loro brano. Bianca, Vadim, The Niro e via via gli altri fino al giovane Frankie Hi-nrg MC che ha vinto ieri.

Televoto chiuso alle 00.59.

VINCE LA SESSANTAQUATTRESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DI SANREMO… ARISA

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“Tutto ok” è la sua prima dichiarazione. Poi ricanta e capisci che, soprattutto tra gli ultimi tre, era l’unico pezzo che meritava di essere sentito più di tre volte.

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Per Rocco Hunt è ‘nu juorno buono per vincere tra le Nuove Proposte https://realityhouse.it/sanremo-2014-quarta-serata/ https://realityhouse.it/sanremo-2014-quarta-serata/#comments Sat, 22 Feb 2014 00:07:40 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18741 La serata di Sanremo Club parte come annunciato con Marco Mengoni, vincitore dello scorso anno. Il primo classificato di XF3 si cimenta così nella sua versione di Io che amo solo te di Sergio Endrigo, datata 1962 ma decisamente più moderna rispetto ad alcuni brani dei big proposti quest’anno. Dopo un breve saluto Fabio Fazio dovrebbe accogliere in studio Luciana […]

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La serata di Sanremo Club parte come annunciato con Marco Mengoni, vincitore dello scorso anno. Il primo classificato di XF3 si cimenta così nella sua versione di Io che amo solo te di Sergio Endrigo, datata 1962 ma decisamente più moderna rispetto ad alcuni brani dei big proposti quest’anno.

Dopo un breve saluto Fabio Fazio dovrebbe accogliere in studio Luciana Littizzetto ma quest’ultima è in compagnia di un centauro. Avrà pensato bene di scappare qualora l’auditel domattina si abbassi ulteriormente.

Si parte dai Perturbazione, quest’oggi accompagnati da una Violante Placido apparentemente tesa. Tranquilla, di certo non potrai cantare peggio di come reciti. La canzone cantautoriale scelta è La donna cannone di Francesco De Gregori.

Lucianina arriva intanto sul palco per far togliere il casco al centuauro: si tratta di Beppe Vessicchio. A furia di andare con Maria ha imparato a sguazzare nel trash.

Francesco Sàrcina si esibisce in compagnia di Riccardo Scamarcio nell’inedita versione di “batterista”. Diavolo in me di Zucchero è il brano scelto per essere rovinato. L’attore indossa una maglietta bianca con raffigurato un gatto nero. Come se non bastasse il rifacimento della canzone a portare sfiga.

Frankie Hi-NRG ha scelto come dama Fiorella Mannoia. Boogie di Paolo Conte il brano pescato dal pleistocene. A loro agio sul palco, grossa affinità. D’altronde “sono diventati prima amici e poi hanno scoperto di essere fratelli – dice il rapper.

Stasera è anche il giorno della finale delle Nuove Proposte. E il 50% della graduatoria dei cantanti in gara sarà dato dalla giuria di qualità, composta da Paolo Virzì, Giorgia Surina, Silvio Orlando, Silvia Avallone, Paolo Jannacci, Anna Tifu, Aldo Bove, Rocco Tanica, Lucia Ocone e Piero Maranghi.

Noemi
Si torna ai big ed è il turno di Noemi vestita dalla teiera de La bella e la bestia. La costruzione di un amore di Ivano Fossati in solitaria è l’omaggio effettuato, nonchè già una delle sue migliori esibizioni ad XF2.

Ad accompagnare Francesco Renga, per cantare Un giorno credi di Edoardo Bennato, c’è Kekko dei Modà. Sarebbe potuta andarci peggio se avesse chiesto anche ad Emma di restituirgli il favore datato Sanremo 2011.

Era troppo presto per andare avanti. E’ qual buon modo se non quello di perdere un po’ di tempo con l’ospitata del Mago Silvan? A giudicare il parrucchino con la magia dev’essersi intrufolato persino a casa di Sandro Mayer. Passati 10 minuti, per fortuna, lo strazio finisce.

A proposito di capelli finti ecco che spunta sul palco Ron. Lucio Dalla era un suo grande amico e per questo ha deciso di cantare la sua Cara accompagnato dal chitarrista Stefano Pica.

Cucurucucù di Franco Battiato è la scelta di Arisa e dei WhoMadeWho, gruppo danese con il quale si accompagna in questa serata noiosissima di duetti. E altro che Pippa… esibizione perfetta e precisa!

Prima della finale dei giovani, posti a metà scaletta per essere avvantaggiati, c’è spazio per accogliere Gino Paoli, genovese doc e simbolo della musica Italiana. Immancabili alcuni suoi pezzi forti, tra i quali Il cielo in una stanza .

Come promesso la competizione tra le nuove proposte comincia alle 22:40 in punto. Dopo un breve riepilogo del meccanismo – 50% dato dal pubblico da casa sommato al 50% della giuria di qualità – vengono finalmente forniti i codici del televoto e si da il via effettivo.

Diodato è il primo a partire con la sua Babilonia. Delle X misteriose appaiono dietro di lui come per segnalargli un’eventuale seconda chance qualora il festival andasse male.

Senza di te di Zibba è il secondo brano in lizza per la vittoria di questa sera. Hit sicuramente radiofonica accolta dal pubblico con numerosi applausi e “grida” di incoraggiamento.

Si continua con Rocco Hunt che ci canta Nu juorno buono, sicuramente non dedicandola a noi dato che tutto si oscura appena emette la prima nota. Lui, infischiandosene, continua a cantarla come un Marco Marfè qualsiasi durante Fragolone.

THE NIRO
Chiude il tutto The Niro rieseguendo 1969, epoca nella quale si è fermato sia per quanto riguarda il taglio di capelli sia il vestiario. Il pubblico sembra apprezzare. In realtà a sentire il falsetto spiritato teme per la sua incolumità.

Si ritorna dalla trilionesima pubblicità e troviamo al centro del palco Luca Zingaretti a parlare di Peppino Impastato. Escamotage per promuovere la fiction Il giudice meschino, in onda il 3 e il 4 Marzo. Lo stesso giorno che riaprirà lo zoo più famoso d’Italia.

SINIGALLIA
Breve riepilogo anche delle 13 canzoni dei big rimaste in gara con relativi video. In questo modo si ha l’occasione di parlare di Riccardo Sinigallia, espulso per aver eseguito Prima di andare via – in lizza sino a qualche ora fa – l’estate scorsa durante un concorso Cremonese. L’ex tiromancino si scusa con tutti: rieseguirà comunque domani il brano fuori concorso.

Continuiamo con Sanremo Club. Non gli è bastato rovinare lo scorso anno Luce di Elisa. Quest’anno Raphael Gualazzi – sempre accompagnato dai Bloody Beetroots – tenta di ripetere l’insuccesso con Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno. Direi che c’è riuscito.

Cristiano De Andrè omaggia il padre cantando Verranno a chiederti del nostro amore. Fazio rimane sullo sfondo a guardarlo e sembra commuoversi.

Renzo Rubino è il big più giovane ma ha scelto uno dei brani cantautoriali più datati: Non arrossire di Giorgio Gaber. Lui è vestito da sposo, Simona Molinari – sua compagna di perfomance – come Steffy Forrester nel giorno del suo funerale matrimonio con Liam.

C’è anche Enrico Brignano vestito da direttore d’orchestra che canticchia qualcosa. Dovrebbe essere un modo per ricordare Aldo Fabrizi, probabilmente un numero comico. A me fa sbadigliare. E tanto. E promuove anche il suo programma che andrà in onda su Rai1 da venerdì prossimo che sicuramente non guarderò.

Ma che musica maestro! è il jingle che accoglie l’ennesimo ingresso della Littizzetto. “Non ha fatto nulla” – grida Fazio mentre porta dietro le quinte il mazzo di fiori che le era destinato.

Giusy Ferreri irrompe in studio con Alessandro Haber e Alessio Boni (in versione grillo parlante) e canta Il mare d’inverno di Enrico Ruggeri. Loredana Bertè starà già imprecando su twitter per non essere stata citata.

A mezzanotte passata è arrivato il turno di Antonella Ruggiero. Orario più indicato se si vuole far spegnere i pochi telespettatori rimasti. Accompagnata dai DigiEnsamble Berlin canta Una miniera dei New Trolls. La particolarità del gruppo tedesco consiste nel suonare con dei tablet. Fazio sembra stupirsi: a quando pare non ha idea di che cosa siano le app.

Giuliano Palma è il penultimo big. E canta I say I’sto Cca di Pino Daniele accompagnato da quella che Fazio definisce la “sua orchestra”. Pericolo scampato. Ho temuto spuntasse fuori Nina Zilli da un momento all’altro.

L’espulso Riccardo Sinigallia canta – in compagnia di Marina Rei, Paola Turci e Laura Arzilli Ho visto degli zingari felici di Claudio Lolli. “Perchè abbiamo escluso la canzone. Non lui.” – precisano i conduttori.

A 00:29 viene finalmente chiuso il televoto valido al 50% per la classifica finale delle nuove proposte.

Prima dei verdetti – oggi infatti saranno assegnati anche il premio Mia Martini e quello del miglior arrangiamento – c’è spazio anche per l’ospite internazionale Paolo Nutini che, prima di partire con i suoi cavalli di battaglia, esordisce con Caruso di Lucio Dalla.

E’ giunto il momento di assegnare i premi.
Premio della critica Mia Martini – Sezione Nuove proposte: ZIBBA.
Premio sala stampa Lucio Dalla – S. Nuove proposte: ZIBBA. E due.
Premio miglior arrangiamento: RENZO RUBINO con Per sempre (e poi basta). La canzone esclusa. Complimenti alla sala stampa che l’ha eliminata.

Al vincitore delle Nuove Proposte verrà consegnato anche il premio Luzzati… E’ finalmente arrivato il verdetto: vince il 64^ Festival di Sanremo ROCCO HUNT!. Scontato quanto la pesantezza e la lunghezza di ‘sto programma. 43% per lui (75% televoto, 11% giuria).

Seguono: Diodato (29% di cui televoto 11% giuria di qualità 47%), Zibba (15% con televoto all’11% e giuria al 19%) e The Niro (13%, 3% televoto e 23% giuria).

Rocco Hunt
Hunt riesegue la sua Nu juorno buono in chiusura. Appuntamento domani sera con la finalissima dei Big. Trionferà Renga come prevedibile? Chissà…

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Terza serata di Sanremo. Francesco Renga premiato dalla classifica parziale, seguono Arisa e Renzo Rubino https://realityhouse.it/terza-serata-di-sanremo-francesco-renga-premiato-dalla-classifica-parziale-seguono-arisa-e-renzo-rubino/ Fri, 21 Feb 2014 00:05:00 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18689 Giro di boa per la sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo, la manifestazione canora che da decenni si impegna a rimpinguare il patrimonio musicale italiano con successi dal valore inestimabile, come Grande Mistero, Il terzo fuochista e Uomo bastardo di Marcella Bella.   Durante la terza serata del Festival ascolteremo nuovamente le quattordici canzoni che hanno passato il turno, conosceremo […]

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Giro di boa per la sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo, la manifestazione canora che da decenni si impegna a rimpinguare il patrimonio musicale italiano con successi dal valore inestimabile, come Grande Mistero, Il terzo fuochista e Uomo bastardo di Marcella Bella.

 

Durante la terza serata del Festival ascolteremo nuovamente le quattordici canzoni che hanno passato il turno, conosceremo gli ultimi due finalisti della sezione giovani e ci faremo il fegato amaro nel conoscere la prima classifica provvisoria della gara.

 

La serata comincia con l’ottimo anteprima di Pif e con l’omaggio a Claudio Abbado, direttore d’orchestra e senatore a vita venuto a mancare recentemente. La Filarmonica de La Fenice di Venezia, diretta da Diego Matheuz, esegue un’ouverture mozartiana delle grandi occasioni, lasciando un gran da fare ai figuranti che occupano i posti di quelli che si assentano per fare la pipì.

 

Il primo a calcare il palcoscenico è Renzo Rubino, che ci ripropone la sua “Ora”. Il giovane cantautore pugliese è stato tra i più acclamati della seconda serata e la prestazione di questa sera non smentisce la buona impressione. Il suo pezzo presenta il giusto dosaggio di freschezza, significato e personalità. Solo non dovevate metterlo per primo, chi ci terrà svegli alle due di stanotte?

 

Si prosegue con Giusy Ferreri che canta “Ti porto a cena con me”, canzone ispirata da un vantaggioso affare concluso su Groupon. Un tempo organizzava party dove si faceva l’amore anche in tre, ora ci accontentiamo di una più formale cena. Brano indubbiamente bello, meno deciso rispetto a quello silurato ma intenso e con buoni margini di piazzamento. Voce pazzesca, come sempre.

 

Fazio e la Littizzetto hanno messo il turbo e siamo già alla terza esibizione. Frankie Hi-Nrg torna a cantarci “Pedala”. La canzone vive di metafore spicciole tra le quali ci si perde dopo un po’. “L’hai voluta tu la bicicletta” è da fiera della banalità. Data la propensione a mandare sul podio canzoni come “Vorrei avere il becco” e “Amanda è libera” non è da escludere nulla.

 

È il momento di “Liberi o no” di Rapahel Gualazzi e The Bloody Beetroots, nonché di un nutrito coro gospel a cui mancano solo la Casalegno vestita da Babbo Natale con in un mano un panettone ed il tenore Luca Canonici. Gualazzi si ostina ad imitare il falsetto di Pino Daniele e a farsi inquadrare in primo piano, mentre Rey Misterio se ne va in giro per l’Ariston senza meta alcuna. Canzone ripetitiva con finale che ricorda un jive qualsiasi della Paolo Belli Big Band.

 

Si prosegue con Cristiano De Andrè. L’artista non ha nascosto la sua preferenza per “Invisibili”, dei due pezzi quello più autobiografico e sentito. Un coinvolgimento così empatico e contagioso a cui gli italiani hanno risposto prontamente. Scegliendo l’altra canzone. “Il cielo è vuoto” conferma anche stasera una certa piacevolezza avvertita al primo ascolto, dovuta anche all’interpretazione di De Andrè. Peccato non ci siano fiori sul palco, dato che l’esuberanza salivare del cantante avrebbe potuto irrigare un’intera serra di gerbere.

 

Break della Littizzetto sulla bellezza, il tema per nulla ribadito di questa edizione del festival. Lucianina parla di donne barbute, di abbaglianti per conduttrici e di chirurgia estetica. Non mi dite che torna Baglioni! Il monologo prosegue esaltando la cultura della diversità, in merito alla quale in molti sono ancora aggiornati come è aggiornato Plutone. Segue un numero di ballerini con le stampelle e un ulteriore monologo di Flavio Caroli sul Van Gogh. Fazio si riallaccia al discorso sull’arte ed un tizio del pubblico lo interrompe protestando che si tratta del festival della canzone e che bisogna cantare. Dopo un breve diverbio il tizio si procura un microfono e inizia a cantare finché non viene scortato fuori da un tizio della sicurezza, che a sua volta comincia a cantare. È una farsa!Gente a caso del pubblico si alza a cantare ed è subito Glee.

Fazio chiosa mettendo a tacere le polemiche sugli aspiranti suicidi: “QUESTO lo abbiamo organizzato noi”. Geniale.

 

Francesco Sarcina è il prossimo ad esibirsi, ben lieto che quest’anno non ci sia la Canalis a storpiargli il nome. “Nel tuo sorriso” è il brano con cui affronta la competizione, un pezzo bello ed eseguito con stile che potrebbe benissimo aprirgli orizzonti ambiziosi. L’esibizione si chiude con un imperdibile selfie insieme al maestro Vessicchio.

 

Tocca ai Perturbazione, gruppo in attività dal lontano 1988 ma che purtroppo il Festival ha scoperto soltanto di recente. A saperlo prima in passato ci saremmo risparmiati la Dj Francesco Band. Il loro brano, “L’unica”, può contare su ironia, musicalità e un testo tra i più interessanti. Una bella proposta che merita tutta l’attenzione avuta in questi giorni.

 

Si va avanti con Francesco Renga, che è entrato ufficialmente a far parte di quel condominio dell’inconscio in cui vivono quelli che spuntano solo per Sanremo, allo stesso pianerottolo di Paolo Meneguzzi e di Nicki Nicolai e suo marito. “Vivendo adesso” è il brano rimasto in gara, in pieno stile renghiano. Pezzo che fa la sua figura, resta da vedere se questo basterà ai bookmakers.

 

Ritmo serrato questa sera e si passa subito a “Prima di andare via”, brano che Riccardo Sinigallia porta sul palco, con raffinatezza e un fascino conturbante dovuto interamente all’adorabile musicista nerd e boccolosa che lo accompagna. La semplicità che paga, nonostante echi un po’ troppo zampaglioneggianti.

 

Esibizioni momentaneamente sospese per accogliere sul palco il maestro Renzo Arbore, personalità all’avanguardia dello spettacolo italiano, autore di programmi di successo come L’altra domenica, Indietro tutta e Quelli della notte, che questa sera suona quanto mai profetico. Arbore affronta il palcoscenico con spirito, non prima di aver commemorato una serie di colleghi trapassati, ai quali aggiunge inquietantemente anche Baudo e la Carrà. Per la gioia della Parietti e della marchesa d’Aragona Arbore si esibisce anche nella hit “Ma la notte no”, da cui è tratta la fortunata cover “Te lo dice Vanessa, la mutanda mi stressa”.

 

Dopo aver sedato le arzille signore dell’Ariston possiamo riprendere la gara e ascoltare Noemi con “Bagnati dal sole“. La leonessa, che per questo Sanremo sfoggia un look da Wilma Flinstone convertita al buddhismo, conquista il pubblico con l’energia di un pezzo che si candida ai vertici della classifica.

 

“Da Lontano” è il brano raffinato e sofisticato di Antonella Ruggiero, in versione Beth Ditto ripulita. Un brano dal sapore antico che mette in risalto la classe e la voce che di lei tutti conoscono.

 

Arisa canta “Controvento”, il che spiega la sua pettinatura. Ad un secondo ascolto la canzone convince molto di più. Impeccabile l’esecuzione di Arisa, in splendida forma.

 

Penultimo cantante in gara è Ron, con “Sing in the rain“, un brano piuttosto insolito per il suo repertorio e che infatti non fa proprio impazzire. Per fortuna si è riservato queste chicche per un momento della carriera in cui non possono nuocergli.

 

Si chiude la carrellata di big  con Giuliano Palma e la sua “Così Lontano”, scritta da Nina Zilli ( e si vede, anche per l’immancabile parola “lontano”). Canzone dal ritmo allegro e coinvolgente. Esibizione riuscita, nonostante il balletto di Palma.

 

Sul palco dell’Ariston si passano il testimone l’astronauta italiano Luca Parmitano, reduce da sei mesi nello spazio (c’è chi ne trascorre altrettanti al Grande Fratello), e il cantautore irlandese Damien Rice, che ci regala un momento di magia musicale. Uno sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare.

 

È la notte del 21 febbraio quando il televoto viene chiuso e facciamo la conoscenza dei quattro giovani che verranno decimati testé. Avremmo potuto conoscerli ore fa, se solo Fazio non si soffermasse a parlare di bellezza e di scibile con chiunque passi di lì.

 

Inizia Rocco Hunt con “Nu juorno buono”. Il giovane rapper salernitano porta sul palco un brano sulle luci e sulle ombre della propria terra.

Segue Veronica De Simone, ex team Carrà a The Voice. Il suo pezzo è “Nuvole che passano”, Composta e delicata, tutt’altro genere rispetto a chi l’ha preceduta.

Terzo cantante ad esibirsi è The Niro, un omonimo, dato che l’originale dopo l’intervista di qualche hanno fa si terrà ben lontano da questo palco. La canzone, intitolata “1969”, parte bene ma sfocia in un’accozzaglia di acuti quanto meno discutibili.

Chiude il quartetto dei giovani Vadim, che canta “La modernità”, a dispetto della sciarpa che indossa. Voce e testo interessanti, per niente male.
Stop al televoto! Passano ROCCO HUNT e THE NIRO.

Arriva il risultato della classifica parziale dei big, che ha un peso del 25% sull’esito finale.

1  – Francesco Renga
2  – Arisa
3  – Renzo Rubino
4  – Perturbazione
5  – Raphael Gualazzi e The Bloody Beetrots
6  – Cristiano De Andrè
7 – Giusy Ferreri
8 –  Antonella Ruggiero
9  – Noemi
10 –  Riccardo Sinigallia
11 –  Francesco Sarcina
12 –  Giuliano Palma
13 –  Ron
14 – Frankie Hi-Nrg

Conferme e sorprese dunque, ma resta ancora tutto da vedere.

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La seconda serata di Sanremo è indimenticabile come un testo per Noemi https://realityhouse.it/la-seconda-serata-di-sanremo-e-indimenticabile-come-un-testo-per-noemi/ https://realityhouse.it/la-seconda-serata-di-sanremo-e-indimenticabile-come-un-testo-per-noemi/#comments Wed, 19 Feb 2014 23:48:17 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18653 Fazio impara a dividere prato in sillabe attraverso un filmato di Non è mai troppo tardi, programma che anche ora (o mai come ora) avrebbe il suo gran perché. In realtà non è altro che un marchettone alla fiction che andrà in onda tra qualche domenica-lunedì con Claudio Santamaria. Ma ecco le vere regine della serata: le gemelle Kessler. Sgambettano […]

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Fazio impara a dividere prato in sillabe attraverso un filmato di Non è mai troppo tardi, programma che anche ora (o mai come ora) avrebbe il suo gran perché. In realtà non è altro che un marchettone alla fiction che andrà in onda tra qualche domenica-lunedì con Claudio Santamaria. Ma ecco le vere regine della serata: le gemelle Kessler. Sgambettano felici e si fanno raggiungere dalla Littizzetto, che appena si muove dimostra almeno il doppio dei loro anni.

Francesco Renga è il primo di stasera: A un isolato da te è quella di Casalino. Non parte mai, poi sul ritornello richiama L’essenziale in una maniera quasi più coinvolgente del dondolio dell’asta del microfono. Vivendo adesso, invece, l’ha scritta Elisa. E si sente. Peccato che con la voce di Renga faccia un effetto straniante che non la fa assolutamente apprezzare.
Nostra scelta: A un isolato da te
Scelta utenti: Vivendo adesso 64%
Passa Vivendo adesso col 56%

Giuliano Palma canta Così lontano (scritto dalla Zilli in un imperdibile connubio di simpatia) e fa sua l’asta del microfono come la casalinga di Voghera la scopa di saggina durante le pulizie. Un bacio crudele parte come la colonna sonora di Grease, ma senza Olivia Newton John che urla. Passa totalmente inosservata. A premiarlo quello che ha vinto con lo slittino, che sono sicuro googlerete da soli.
Nostra scelta: Così lontano
Scelta utenti: 50%/50%
Passa Così lontano col 58%

Noemi torna a calcare quel palco dopo la rapina a mano armata del 2010. Lo fa con un’impalcatura che offende le scelte degli abiti del Boss delle cerimonie. Sbaglia subito l’attacco di Un uomo è un albero (che ha la base di Roar e il testo un film della Pixar), mentre su Bagnati dal sole – imprecisioni a parte – è la prima a divertirsi. E forse l’ultima, ma non facciamo i pretenziosi. “Posso chiedervi di alzare le mani?”. No.
Nostra scelta: Bagnati dal sole
Scelta utenti: Bagnati dal sole 71%
Passa Bagnati dal sole col 66%

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Luciana Littizzetto scaccia le mosche da Noemi

Renzo Rubino canta Ora. Purtroppo non Rita. L’altra – Per sempre e poi basta – è più lenta e lui la canta strizzando gli occhi come Eleonora di MasterChef in confessionale. L’anno scorso tra i Giovani, quest’anno tra i Campioni, il prossimo nell’umido. Basti pensare che l’Ariston applaude.
Nostra scelta: Per sempre e poi basta
Scelta utenti: Per sempre e poi basta 78%
Passa Ora col 53%

C’è Franca Valeri, cui viene tributata una prevedibile standing ovation. Fazio le mette vicino un telefono e la Valeri, nonostante le limitazioni impostale dalla salute, offre una meravigliosa scenetta. 93 meravigliosi anni.

Ron è vivo e lotta insieme a noi. La sua prima canzone meno: Un abbraccio unico potrebbe essere uno scarto di un album di Carboni che poi non è riuscito a infilare in quelli seguenti; Sing in the rain, invece, è sorprendentemente moderna. O forse è solo un effetto di vicinanza rispetto alla prima.
Nostra scelta: Sing in the rain
Scelta utenti: Sing in the rain 83%
Passa Sing in the rain con il 57%

C’è Claudio Baglioni, trascinato sul palco da dietro le quinte come i bambini quando non vogliono dire la poesia a Natale. Canta “Questo piccolo grande amore”, definita la canzone “del secolo” da Fazio, senza specificare quale. Parte il concerto coi suoi più grandi successi e ti spieghi perché i fan di Giorgia protestavano così. Standing ovation. Il discorso, se possibile, dura più del suo repertorio. Ma ci sarà pure un motivo se Baglioni è qui, no? Ha una canzone in rotazione e ce la dobbiamo sorbire.

Riccardo Sinigallia è un vecchio che sembra giovane. Prima di andare via è una sequenza di rime prevedibili conditi da una musica triste ma triste vera, mentre Una rigenerazione ha più elettronica, ma meno testo.
Nostra scelta: Prima di andare via
Scelta utenti: Prima di andare via 83%
Passa Prima di andare via col 70%

Francesco Sarcina chiude il gruppo di stasera con l’onnipresente Peppe Vessicchio. Nel tuo sorriso non è male, se ci si riesce a dimenticare del suo ruolo di giudice nella sfida dei Dear Jack. In questa città si apre sul ritornello come una canzone delle Vibrazioni (quanto ci mancano?) ma con meno intonazione. Comunque un passettino avanti rispetto alla media generale.
Nostra scelta: In questa città
Scelta utenti: Nel tuo sorriso 63%
Passa Nel tuo sorriso col 61% 

È solo mezzanotte, non è ancora ora di convocare i giovani. C’è Rufus Wainwright che zompetta sui tasti. Un po’ Bruno Cuomo un po’ Ivan Zazzaroni, indubbiamente bravo. Ma non è mica le Distinis Ciail.

Finalmente le Nuove Proposte. Come dite? Non c’è la De Simone?

Diodato canta Babilonia. Che già di per sé potrebbe sembrare un testo di Carmen Consoli. Bella voce, bella canzone. Siamo ancora in tempo a fargli scrivere i pezzi dei Big per domani sera?

Filippo Graziani, invece di andare all’Isola 7 come sarebbe dovuto essere, canta Le cose belle. Urlacchia; il testo cerca di essere impegnato, ma la voce trema molto.

Bianca in realtà si chiama Emma, ma ha dovuto cambiare nome per ovvi motivi. Saprai è antica almeno quanto la sua voce, che la farebbe uscire in semifinale ad Amici. Trema, qualcuno le spieghi che non c’è bisogno di emozionarsi, che a quest’ora dormono tutti.

Zibba ha un nome giovane e un aspetto meno. Senza di te (diretto da Queen Mirò) ha un testo importante, dei sassofoni che fan sempre volare il pensiero a Maurizio Costanto. Pezzo molto interessante.

Vanno in finale… DIODATO e ZIBBA

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Sanremo parte con un tentato suicidio e parecchie canzoni che lo giustificano https://realityhouse.it/sanremo-parte-con-un-tentato-suicidio-e-parecchie-canzoni-che-lo-giustificano/ https://realityhouse.it/sanremo-parte-con-un-tentato-suicidio-e-parecchie-canzoni-che-lo-giustificano/#comments Tue, 18 Feb 2014 23:44:22 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18625 Il Festival 2014 inizia ma-lis-si-mo: il telone non si alza e Fazio entra da sinistra mesto mesto leggendo un foglietto che probabilmente avrebbe dovuto leggere fuori campo. Non contenti, due uomini dalle transenne minacciano di buttarsi sventolando un foglietto. Fazio non potrebbe essere più infastidito, nonostante questo in teoria sia un tentativo di suicidio. Loro vogliono che venga letta una […]

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Il Festival 2014 inizia ma-lis-si-mo: il telone non si alza e Fazio entra da sinistra mesto mesto leggendo un foglietto che probabilmente avrebbe dovuto leggere fuori campo. Non contenti, due uomini dalle transenne minacciano di buttarsi sventolando un foglietto. Fazio non potrebbe essere più infastidito, nonostante questo in teoria sia un tentativo di suicidio. Loro vogliono che venga letta una lettera, Fazio si rassicura per prima cosa che non si buttino. Il conduttore coglie l’occasione per un discorso improvvisato probabilmente più efficace di quello che si era preparato.

Due parole anche su De Andrè (padre), prima di lanciare Ligabue, impegnato a rendergli omaggio. Dopo aver ringraziato il primo ospite musicale, Fazio tiene fede alla sua promessa e legge la lettera, ma lo fa con la fretta che si riserverebbe alla lista della spesa, senza far capire nulla. Ed è giusto così.

Entra Luciana Littizzetto, annunciata da un corpo di ballo armato di pon-pon rosa che sembrano anche un po’ i Raffaello della Ferrero. Al posto del reggiseno un terrazzo fiorito, con Mollica affacciato. Luciana legge la solita letterina con i buoni propositi e le altrettanto buone rime. Sempre meno incisiva.

Arisa è – finalmente – la prima cantante in gara. Lentamente (il primo che passa) è il primo brano (quello della Donà) ha delle atmosfere un po’ classiche e un po’ cupe (e un testo angosciante), ma il ritornello è già una perla. Delicata. Controvento gliela firma Anastasi (quello de La notte) e fin da subito convince di più. Anche lei, nel cantarlo, appare molto più convinta e sicura nella voce. Tito Stagno annuncia il brano vincitore.
Nostra scelta: Controvento
Scelta utenti: Controvento 85%
Passa Controvento col 64%

Arisa a Sanremo

Arisa cerca di ricordarsi l’ordine di seduta della giuria di X Factor 5

Frankie Hi-nrg MC è invecchiato malissimo. Parte con Un uomo è vivo, mille parole al secondo per non dire granché, soprattutto per la totale assenza di musica. Pedala, invece, qualche nota ce l’ha, anche se terribilmente da Concerto del Primo Maggio. Ricorda qualcosa di Fedez, forse un piercing. A premiare il brano che passa ci sono Tania Cagnotto e Francesca Dallapè.
Nostra scelta: Pedala
Scelta utenti: Pedala 85%
Passa Pedala

Entra Fazio in pullover nero. “Perché sei vestito da nutria?” chiede giustamente la Littizzetto. Entra Laetitia Casta, sopravvalutata dieci anni fa, sopravvalutata oggi. Fazio finge di desiderarla da anni (ma è oggettivamente invecchiato meglio lui). Lui le canta una canzone in francese, lei risponde con Meraviglioso. Si chiude con un balletto di gruppo su Mandovai se la banana non ce l’hai, che fa molto Bagaglino. Era un omaggio a Jannacci. Ne sarebbe contento.

Antonella Ruggiero parte con Quando balliamo, una serie di ultrasuoni udibili solo ai cani. L’altra, Da lontano, inizia normale, salvo andarsi ben presto ad infrangere sugli ultimi due tasti del pianoforte.
Nostra scelta: Da lontano
Scelta utenti: 50/50%
Passa Da lontano col 68%

Raphael Gualazzi and the Bloody Beetroots. Non è che se ti porti Venom di Spiderman sul palco ci dimentichiamo che sei lì anno sì anno sì eh. Tanto ci sei è musicalmente interessante, lui riesce a rovinarla con le sue ormai epocali stecche. L’altra – Liberi o no – è più movimentata e arricchita da dei nitriti del Raphaellone. nazionale. Più coraggiosa.
Nostra scelta: Liberi o no
Scelta utenti: Liberi o no 72%
Passa Liberi o no col 63%

È il momento di Raffaella Terzo-posto-a-The-Voice Carrà. Ottocentosei anni e non sentirli: Raffa sgambetta in playback senza curarsi neanche di tenere il microfono a meno di due metri dalla bocca. Cià cià ciao muchacho ciao è già un must che rilancerà la carriera discografica di Raffaella più della seconda edizione di TVOI. A tal proposito: il promo è pure bello. Sale sul palco anche la Littizzetto travestita da Carrà, per una imperdibile gag. La Carrà ci lascia con un bis della sigla di Pronto Raffaella (drammaticamente live).

Raffaella Carrà Sanremo

Perfetta sincronizzazione nella coreografia di Raffaella Carrà

Cristiano De Andrè ci riporta alla gara con Invisibili: terminata l’evoluzione musicale in suo padre (ma scandisce meno le parole) e quella fisica in Lucia Annunziata, De Andrè convince (e canta) più con la seconda, Il cielo è vuoto. A premiarlo, Cristiana Capotondi.
Nostra scelta: Il cielo è vuoto
Scelta utenti: Il cielo è vuoto 79%
Passa Il cielo è vuoto col 53%

I Perturbazione sono una sorta di Sei Ottavi con più strumenti e meno guanti di raso. Cominciano con L’unica, una Salirò più elettronica che potrebbe funzionare, proseguono con L’Italia vista dal bar, molto meno ‘acchiappona’ e un po’ fatta tanto per fare. Massimo Gramellini decreta la canzone vincente.
Nostra scelta: L’unica
Scelta utenti: L’unica 83%
Passa: L’unica col 74%

C’è Youssouf Cat Stevens, che tra le altre cose canta la sigla di Stranamore. Solo su quella parte l’applauso.

Giusy Ferreri chiude la prima serata a mezzanotte inoltrata con L’amore possiede il bene. Luciana non rinuncia al siparietto con Vessicchio, Giusy sorride, chiedendosi quando partirà la sigla di Unomattina. Il primo pezzo richiama le sonorità de L’amore e basta e lei lo fa bene, nonostante si senta che la voce c’è e non c’è; la seconda canzone, Ti porto a cena con me, punta meno al tormentone ed è forse più intensa. Scelta ardua.
Nostra scelta: 50%/50%
Scelta utenti: L’amore possiede il bene 61%
Passa: Ti porto a cena con me 57%

Giusy Sanremo

Giusy durante l’esibizione si ricorda di quando perse al televoto con gli Aram Quartet

Fazio ricorda il Dopofestival con quelli che rovinano l’Eurovision da due anni (no, grazie) e dà l’appuntamento a domani, facendoci riascoltare i primi 7 pezzi in gara.

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