X Factor – realityhouse.it https://realityhouse.it Dove il reality è di casa Tue, 01 Aug 2023 14:31:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.5 Chiude X Factor USA: Cowell alza bandiera bianca negli States https://realityhouse.it/chiude-x-factor-usa-cowell-alza-bandiera-bianca-negli-states/ https://realityhouse.it/chiude-x-factor-usa-cowell-alza-bandiera-bianca-negli-states/#comments Sun, 09 Feb 2014 10:28:52 +0000 http://www.realityhouse.it/?p=18307 Se ne andò dopo dieci fortunatissime edizioni di American Idol, con in testa il piano di portare anche negli Stati Uniti il suo format più forte, quell’X Factor forza della natura nel Regno Unito e già venduto in oltre 40 Paesi. Così, nel 2011, Simon Cowell ha deciso di lasciare  X Factor UK per concentrarsi sulla sua nuova creatura americana, […]

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article-1390959-0C44C71300000578-694_634x471Se ne andò dopo dieci fortunatissime edizioni di American Idol, con in testa il piano di portare anche negli Stati Uniti il suo format più forte, quell’X Factor forza della natura nel Regno Unito e già venduto in oltre 40 Paesi. Così, nel 2011, Simon Cowell ha deciso di lasciare  X Factor UK per concentrarsi sulla sua nuova creatura americana, portando con sé Cheryl Cole (già giudice di successo in Inghilterra), Paula Abdul (storica compagna ad Idol) e LA Reid. Un’edizione che manca da subito di raggiungere quell’obiettivo di 20 milioni di telespettatori promesso in fase di definizione obiettivi. Un’edizione che vede subito saltare la testa di Cheryl Cole, giudicata dalla visione dei primi provini troppo inglese per il pubblico americano (e poi risarcita dopo una causa milionaria), sostituita da Nicole Scherzinger, prevista inizialmente in conduzione.

LA-Reid-Demi-Lovato-Simon-Cowell-and-Britney-Spears

Così, si decide di puntare tutto sulla seconda edizione sostituendo le due donne con due superstar del calibro di Demi Lovato e Britney Spears, uno di quegli obiettivi giudicato inarrivabile nel mercato dei talent musicali. Eppure, 15 milioni di dollari convincono la Spears a buttarsi in un’avventura che si rileverà fallimentare, anche per il suo apporto quasi nullo e l’assenza di concorrenti rilevanti. Gli ascolti scendono ancora.

Simon-Cowell-Demi-Lovato-Paulina-Rubio-Kelly-Rowland-lg

Arriva così la terza edizione nel segno del risparmio: via Spears e LA Reid, arrivano Paulina Rubio e Kelly Rowland (già vista in X Factor UK 8). È un’edizione particolarmente sfortunata, funestata da incidenti tecnici e caratterizzata da ascolti al limite della chiusura anticipata. Risultato: 9 giudici e 4 conduttori diversi in tre edizioni, FOX che prende tempo e Cowell che – forse – decide di giocare d’anticipo annunciando il ritorno tra i giudici della versione inglese, giusto 24 ore prima dell’annuncio di FOX di cancellare X Factor USA.

Programma che non mancherà (tranne a quei pochi che sono riusciti ad amarlo su Sky Uno con tardivo spirito di globalizzazione), soprattutto a un Paese che trova in The Voice e, parzialmente, in American Idol tutto ciò che c’è da chiedere in materia di talent canori. Anche se è notizia di qualche settimana fa il fatto che ABC lancerà a breve Rising Star, che da noi dovrebbe essere appannaggio di Raiuno e di Antonella Clerici, prossimamente. Come reagirà Cowell a questo fallimento su tutta la linea? Tornerà in UK con la coda tra le gambe o si farà finta che nulla sia successo?

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