
L’evidente, in certi punti, recitazione portata all’eccesso e certi “momenti cuore” come quello di ieri sera col lancio dei piatti di madre e figlio (forse evitabili) sono il prezzo da pagare per scendere a patti con un format che prevederebbe, portato pari pari da noi, un intervento di Asl, Nas e probabilmente anche dei Ris, il giorno immediatamente seguente. Non si può terrorizzare eccessivamente il consumatore medio italiano, quindi la trama segue la magica e rassicurante traccia del “prima male, poi bene”. E non importa chiedersi come faranno cuochi inesperti a imparare 20 piatti simbolo di uno chef stellato con riduzioni, glasse e decorazioni. Quello che conta in Cucine da Incubo è l’impatto visivo, che tra l’HD, il montaggio serrato, i sempre curatissimi snodi narrativi e la fisicità di Cannavacciuolo, rendono il programma godibilissimo.
Intanto, negli Stati Uniti Kitchen Nightmares è giunto alla conclusione della sua sesta edizione, con un episodio esplosivo e assolutamente imperdibile.
Per la prima volta in sei stagioni, infatti, l’epico Gordon Ramsey (il vero anello di congiunzione tra il talento culinario e quello televisivo) ha dovuto arrendersi di fronte all’arroganza di due proprietari delusionali e incapaci di prendere critiche. Non s’è trattato di cucine sporche o di ambienti confusionali, bensì di due personaggi assolutamente paranoici e sopra le righe, capaci di licenziare più di 100 dipendenti in un anno e di aggredire fisicamente clienti che si lamentavano per il cibo.
Da vedere:
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Di Alex87










